lunedì 2 maggio 2016

Alla scoperta dell’area flegrea: il Castello di Baia


Castello costruito a difesa del golfo di Cuma

Oggi vi porto alla scoperta di una roccaforte di storia e di bellezza, il Castello di Baia.
Ci troviamo a Bacoli, area flegrea, zona ricchissima di fascino e dai lunghissimi natali e che merita di essere visitata ma, purtroppo, è penalizzata da croniche carenze strutturali le quali non permettono di darle quella giusta e meritata importanza nel grande circuito culturale e turistico campano e nazionale. 
Anche il Castello di Baia, una volta dismesso i panni difensivi, nella nuova veste di museo statale ha affrontato molti problemi che si possono paragonare alle diverse incursioni che ha saputo, però, nuovamente respingere uscendone, fortunatamente, vincitore.
Nonostante le croniche difficoltà legate alle ormai famose e ben conosciute carenze delle nostre Soprintendenze e non solo, il Castello di Baia merita di essere visto non solo per il panorama mozzafiato che oggi come in passato stupisce ancora, ma soprattutto per le perle archeologiche conservate al suo interno.

mercoledì 27 aprile 2016

Alessandro Filipepi in arte Sandro Botticelli

Dipinto olio su tela con la Vergine, il Bambino e gli angeli.

Oggi vi faccio scoprire un insolito Sandro Botticelli conservato nelle sale del Museo di Capodimonte a Napoli. Come accennai nel post su Simone Martini, ogni tanto vi delizio parlandovi di uno dei numerosissimi capolavori conservati nella pinacoteca napoletana e oggi tocca ad uno dei maestri del Rinascimento italiano. Come avrete intuito, non seguo nessun percorso cronologico né stilistico, ma seguo il mio piacere di descrivere un capolavoro unico, uno dei tanti gioielli conservati in questo museo, che evidenzio per stuzzicare la vostra curiosità poiché tale maestosa pinacoteca nonostante sia posizionata un po’ fuori dal classico circuito turistico merita di essere visitata. 

Quindi faccio un lungo salto dal Medioevo, ben rappresentato da Simone Martino con il suo “San Ludovico di Tolosa”, all'elegante e raffinato Sandro Botticelli uno dei massimi rappresentanti del Rinascimento quattrocentesco italiano.
 
Sicuramente per ammirare pienamente lo stile di Botticelli bisogna andare a Firenze o a Roma, ma vi assicuro che la sua opera qui custodita è veramente bellissima e spicca tra gli altri capolavori proprio per la peculiarità stilistica di Sandro.

mercoledì 6 aprile 2016

La storia dei napoletani, la storia di Napoli: l'archivio del Banco di Napoli


Percorso multimediale per scoprire un grande archivio

Nel mio eterno girovagare alla scoperta di tesori poco rinomati ma stupendi, mi sono imbattuta nel più grande archivio storico economico del mondo che è l’Archivio Storico del Banco di Napoli sito in via Tribunali nel cinquecentesco Palazzo Ricca, per capirci si trova poco dopo il Pio Monte della Misericordia. L’Archivio ha allestito e aperto al pubblico un interessante e suggestivo percorso museale multimediale permanente in alcune stanze del primo piano dove si può ammirare la storia racchiusa in enormi faldoni e scoprire interessanti curiosità. Andiamo a scoprire i più grande Archivio storico conservato nel Banco di Napoli

giovedì 24 marzo 2016

Acquedotto augusteo del Serino nel quartiere della Sanità a Napoli


gallerie di tufo e opera reticolata di epoca romana

Un tratto dell'antico acquedotto augusteo del Serino è stato ritrovato per caso in un palazzo nel Rione Sanità e la sua storia non posso non raccontarvela.
Napoli non smette mai di stupire e si diverte a svelare i suoi segreti scegliendo ogni volta un modo diverso per mostrarceli, così capita che tra un lavoro di ristrutturazione o un sopralluogo in qualche cantina o in seguito ad un piccolo cedimento strutturale ritorna alla luce una parte di una struttura muraria antica, una cisterna o direttamente un tratto dell’acquedotto romano, così si scoprono “cosuccie” che stravolgono o confermano ipotesi archeologiche e fonti storiche, che fanno capire quanto ancora troppo poco conosciamo il nostro lunghissimo passato.

martedì 15 marzo 2016

San Gennaro è Napoli. Napoli è San Gennaro. Giù le mani anche dal Duomo


Cappella presente in Santa Restituta nel Duomo

Al napoletano puoi toccare tutto ma non San Gennaro (e il calcio Napoli, scusate l’assurdo accostamento); ogni nuovo regnate, ogni nuovo sindaco, non importa se laico o religioso, si è dovuto confrontare, ieri come oggi, con San Gennaro e la fede incrollabile che i napoletani hanno verso l’unica vera istituzione mai riconosciuta, unico vero protettore della città, unico punto fisso che non verrà mai messo in discussione, non importa se si crede oppure no al miracolo, è, e rimarrà, l’unica figura a cui il popolo napoletano guarda realmente nel momento del bisogno. Tutto cambia e si evolve ma sangennaro o faccia gialla è lì già da almeno 1500 anni.
Offendere San Gennaro è chiaramente offendere la città così come alterare il particolare equilibrio che c’è tra la Curia e la Reale Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro, chiamata semplicemente Deputazione, è come fare uno sgarbo ai napoletani. Così come bloccare l’accesso al Duomo con l’eventuale pagamento di un biglietto, senza fare una corretta distinzione tra il napoletano e il turista, significa bloccare il rapporto quotidiano che c’è tra il napoletano e il suo Santo Patrono nel luogo che lo custodisce.

lunedì 29 febbraio 2016

Il Vesuvio e le sue leggende

Il vulcano visto da Napoli

Il temibile Vesuvio ha sempre affascinato gli abitanti del posto tanto che sulla sua origine sono nate numerose leggende che io vi racconterò attraverso le parole di Matilde Serao e non solo.

La leggendaria nascita del vulcano Vesuvio

“…C’era un nobile signore, appartenente ad uno dei primi seggi della nostra città, e che s’innamorò perdutamente di una fanciulla di casa nemica; era il cavaliere di carattere violento, di temperamento focoso, pronto al risentimento ed all'ira. Pure per ottenere la donna che amava, sarebbe diventato umile, come un poverello cui manca il pane. Ma l’amore dei due giovani, anziché diminuire e lenire le collere di parte, valse a rinfocolarle- per preghiere ed intercessioni che venissero fatte-, la nobile famiglia Capri non volle accettare il matrimonio. Anzi per trovar rimedio all'amore dei due, fu deciso imbarcare la fanciulla sopra una feluca e mandarla in estranea contrada.
Ma essa che si sentiva strappar l’anima, allontanandosi dal suo bene, come fu fuori del porto, inginocchiatasi e pronunciata una breve preghiera, si slanciò nell'onde, donde uscì l’isola azzurra e verdeggiante. Ma non si chetava l’amore nel core del nobile Vesuvio, quale era il nome del cavaliere e la collera gli bolliva in corpo: quando seppe della nuova crudele, cominciò a gittar caldi sospiri e lacrime di fuoco, segno della interna passione che lo agitava e tanto si gonfiò che divenne un monte nelle cui viscere arde un fuoco eterno d’amore. Così egli è dirimpetto alla sua bella Capri e non può raggiungerla e freme d’amore e lampeggia e s’incorona di fumo e il fuoco trabocca in lava corruscante….”

lunedì 8 febbraio 2016

Il Battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonte a Napoli


Mosaico del monogramma di Cristo nella volta del battistero

Il Battistero di San Giovanni in Fonte a Napoli è una preziosa testimonianza dell'arte paleocristiana e della fede dei primi cristiani, seguitemi e vi svelerò il perchè.
Napoli, come ogni città dai lunghi natali, ha un patrimonio culturale e artistico inestimabile, conserva capolavori unici che meritano di essere conosciuti e rientra in questa categoria il battistero più antico d’Europa, più antico addirittura di ben trent'anni del battistero del Laterano voluto da papa Sisto III a Roma, è, insomma, la più antica testimonianza musiva dell’arte e della fede paleocristiana in Occidente, che presenta elementi innovativi che saranno ripresi solo dopo quasi un secolo dalla Roma papale e dalla bizantina Ravenna. Tutto questo è presente nel piccolo battistero di San Giovanni in Fonte nel Duomo di Napoli.

Colonne romane e vasca in cocciopesto arredano questo piccolo edificio
Battistero di San Giovanni in Fonte

martedì 12 gennaio 2016

Antonello da Messina e il Rinascimento a Napoli

A palazzo Zevallos Stigliano a Napoli è appena terminato un omaggio al grande Antonello da Messina durante il quale è stato esposto una sua piccola ma preziosa opera che mi ha fatto innamorare dell suo stile e quindi vi porto alla scoperta dello stile di Antonello da Messina.

Antonello da Messina, battezzato con il nome di Antonio de Antonio o degli Antoni, è sicuramente uno dei massimi rappresentati dell’arte europea, ma molti conosceranno questo nome perché è il cavallo super favorito su cui Er Pomata e Mandrake puntarono tutto, per conoscere il resto della storia basta vedere il film “Febbre da cavallo”.

Particolari interni del Palzzo Zevallos Stigliano

giovedì 12 novembre 2015

Una meravigliosa piscina nell'area flegrea

L’area flegrea è un posto bellissimo che ha incantato gli antichi per la sua terra fertile, per il mare e per il clima. Da zona di puro passaggio commerciale nel Tirreno divenne una zona centralissima per il commercio marittimo dei greci conquistatori e della Roma imperiale.

Da sinistra, Lago Fusaro e il Monte di Procida lato Cuma. Monte di Procida e il Vesuvio da Bacoli
Dal Medioevo in poi tale centralità fu perduta a causa del forte bradisismo, delle varie eruzioni, una molto violenta si ebbe nel 1538, che limitarono lo sfruttamento del territorio, il cambiamento politico e la scelta dei vari regnati di preferire e agevolare il porto di Napoli rispetto a quello di Pozzuoli.
Oggi, purtroppo, la bellezza della zona è stata messa a dura prova dall'eccessiva antropizzazione ma, fortunatamente, molti posti ancora incantano.

Piscina Mirabilis
Inizio questa narrazione da una delle testimonianze più affascinati dell’ingegneria romana giunta fino a noi, parlo della Piscina Mirabilis, o Mirabile, come si preferisce.

giovedì 22 ottobre 2015

Il misterioso culto del dio Mithra e i suoi mitrei a Santa Maria Capua Vetere

Il mitreo di Santa Maria Capua Vetere (Ce) è legato al circuito dell’anfiteatro, per capirci, quello dove combattè Spartaco, ed è, a tutt'oggi, una preziosa testimonianza campana sul culto del dio Mithra ed è un ottimo spunto per parlare di questa misteriosa religione che si diffuse nell'Impero Romano più o meno contemporaneamente a quella cristiana.

Ingresso del Mitreo